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Foglietto
Piccolo lacero foglio, eletto a recipiente dei miei tumulti interiori,
sarai tu in grado di supportarmi adeguatamente nell'accogliere e
contenere il peso delle mie idee, la fragilità dei miei sentimenti?
Ecco, io non ti avevo cercato, non avevo mai sentito il bisogno
di averti. invece mi fosti donato, non quale gradito regalo, ma
come unico supporto disponibile, in mancanza di altro, per una informazione
utile. Di te non avevo coscienza, non ti avevo quasi notato; ciò
che mi interessava era il contenuto che mi recavi, un numero telefonico
che è poi risultato inutile, se no fosse stato che mi ha
costretto a tenerti vicino.
Non mi ero accorto di questo tuo volto che sto sfregiando, incidendolo
con la punta di una matita, ferendolo con la traccia delle mie parole.
No, non mi hai mai fatto del male; non ti meriti una punizione.
Soltanto, come belle labbra invitano al bacio, così righe
ordinate invitano alla scrittura. Perdonami dunque, se ti uso. Perdonami
se, per comunicare con te sono costretto a schiacciarti sotto una
nera punta.
Ma ora dimmi, che effetto fa uscire dall'oblio di un altro? Cosa
senti ora che ti ho creato mio amico? Si, amico. Ero solo e bisognoso
di compagnia. volevo sfogarmi e desideravo un conforto. Pensavo
di scrivere e non avevo un foglio. Cercavo un argomento e con te
l'ho trovato. Non è forse amicizia questa che mi hai dimostrato,
soccorrendomi in ogni mio bisogno?
Se solo tu fossi stato più di un germoglio; se tu fossi stato
un'intera pianta: hai idea di ciò che ci saremmo potuti dire?
Invece, eccoti arrivare alla fine. Non mi lasci più molto
spazio, e mi saluti restando muto. Nessun rimpianto. Mi mancherai.
Addio.
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