La moto

La moto è lì che aspetta, fremente, di essere cavalcata dal suo prode pilota, desidera ardentemente d'esser condotta velocemente di curva in curva, infilata di slancio e poi sparata fuori con tutta l'accelerazione disponibile. Vuole strofinare per terra con le pedane, vuole torturare gomme e ciclistica, vuole urlare tutta la sua potenza con gli scarichi.
Ecco, il padrone si avvicina, calmo. Il suo corpo è calzato in una aderente tuta di pelle dall'aspetto vissuto, vecchia d'esperienza. Lo dimostrano le migliaia di insetti spiaccicati sul petto ed i graffi dell'asfalto.
Una mano tiene il casco, ripulito per l'occasione, lucido. In esso trovano temporaneo asilo i guanti e la chiave d'accensione. La visiera si aspetta di riflettere presto il nastro d'asfalto scorrere davanti a lei il più velocemente possibile. Ma la moto trema nel vedere l'altra mano.
L'altra mano tiene la borsa da serbatoio con dentro gli attrezzi, l'olio di scorta, la bomboletta ripara gomme, il lubrificante per catena, la torcia a pile, la tuta antipioggia, le cartine, e altra roba di necessità.
Due possibilità si aspetta la moto. Spera che il suo amato pilota si appresti ad un amorevole check-up prima della partenza. Nella peggiore delle ipotesi si aspetta d'essere caricata con quella borsa per un viaggetto su splendide e tortuose strade di montagna.
Il pilota controlla la moto, la tensione e la lubrificazione della catena, la pressione delle gomme, il livello dell'olio e la taratura di forcelle e ammortizzatore, la quantità di carburante. Poi mette in moto. Tutto trema, un basso borbottio si produce. La moto scalda la sua voce.
Il pilota controlla le luci e s'appresta a legare la borsa al serbatoio.
Poi, appoggiati casco e guanti, si riallontana. La moto si fa impaziente, ha quasi raggiunto l'ideale regime termico, i motore gira in modo più regolare.
Ma, sorpresa e spavento, il suo pilota torna con le odiate borse posteriori ed il secondo casco! Sarà un lungo viaggio e, peggio, ci sarà un passeggero.
La moto si sente tradita. Vorrebbe tanto essere stata una monoposto!
Viene sellata con quei pesi morti, che rovinano la sua estetica, premono sulle sinuose fiancate inficiano l sua velocità di punta per la resistenza dell'aria, sbilanciano il suo baricentro.
Il pilota completa la sua vestizione con casco e guanti. Inforca la moto, il cavalletto rientra con un rapido scatto. La mano destra accarezza l'acceleratore. La moto contraccambia alzando la sua voce. Inserisce la marcia e parte, stringendo il serbatoio con le gambe.
Sarà un lungo viaggio. La moto è, dopotutto, soddisfatta. Non sarà sempre in piega, ma passerà tanto tempo col suo padrone.